“L’estensione del voucher per baby sitter alle madri lavoratrici autonome e alle imprenditrici previsto nell’emendamento alla Stabilità che porta la firma della deputata Patrizia Maestri, così come lo stanziamento aggiuntivo di 5 milioni di euro per la ‘vita indipendente’ dei disabili approvato in commissione grazie all’impegno della deputata Ileana Argentin, sono misure indubbiamente molto importanti ma tuttavia non ancora sufficienti: il welfare italiano, perché torni ad assolvere alla sua originaria funzione di Stato sociale che elimina le disuguaglianze, ha bisogno di interventi strutturali e non di misure sperimentali”. È quanto dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, componente Fidaldo, aderente Confedilizia.

“L’unica soluzione possibile – prosegue Zini – per arrivare a disegnare un nuovo welfare, che risponda davvero alle esigenze delle persone a cominciare da quelle più fragili come anziani e disabili, è concedere la totale deducibilità delle spese sostenute dalle famiglie per colf, badanti e baby sitter. Un’operazione che abbiamo dimostrato con i numeri non essere insostenibile: supportati dalle proiezioni del Censis abbiamo, infatti, calcolato che al netto degli effetti diretti ed indiretti, il costo per lo Stato si ridurrebbe a 72 milioni di euro. Si tratterebbe, dunque, di un’operazione strutturale quasi a costo zero ma che finalmente riuscirebbe a cambiare definitivamente volto al welfare di questo paese, aprendo nuove prospettive nella sostenibilità della vita delle famiglie italiane”.

 

 

 

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