Stipendio e busta paga: dal 1 luglio cambiano le regole, stop ai pagamenti in contanti, arriva la tracciabilità. Sì, ma non per tutti: colf, badanti e baby sitter restano esclusi dal provvedimento. I lavoratori domestici potranno, infatti, ancora essere retribuiti con moneta contante. 

La misura, contenuta nella Legge di Stabilità 2018, nasce con il lodevole intento di contrastare l’odioso fenomeno, purtroppo ancora molto diffuso, secondo il quale alcuni lavoratori vengono ‘obbligati’ a firmare buste paga con importi difformi da quelli effettivamente percepiti. La Stabilità mette, dunque, un argine a questa condizione, bloccando i pagamenti in contanti. Dal 1 luglio, infatti, le uniche modalità di pagamento ammesse saranno quelle effettuate mediante bonifici, pagamenti elettronici, assegni o anche con mandato di pagamento presso lo sportello bancario/postale. Il datore di lavoro che non si adeguerà alle nuove regole rischierà una sanzione da 1.000 a 5.000 euro.

 L’articolo 1, comma 912, della legge di Stabilità, delimita il campo di applicazione della norma, che viene esteso ad “ogni rapporto di lavoro subordinato”, compresi quelli inquadrati come “collaborazione coordinata e continuativa” o con “contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci”. Bisogna, tuttavia, leggere il comma 913 per avere chiare le limitazioni che allo stesso tempo vengono introdotte: il testo chiarisce, infatti, che le disposizioni non si applicano né ai rapporti di lavoro delle pubbliche amministrazioni, né a quelli “rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici”.

Alla luce di queste considerazioni diventa opportuno domandarsi se sia comunque vantaggioso per un datore di lavoro domestico non disporre di un pagamento che sia tracciato. Anche se la legge non obbliga a farlo, è sempre raccomandabile retribuire la propria colf, badante o baby sitter con operazioni che lascino tracce: ossia pagamenti on line oppure bonifici bancari. Solo in questo modo sarà, infatti, possibile provare in modo inconfutabile l’avvenuto pagamento delle cifre spettanti al lavoratore, mettendosi al riparo da eventuali future rivendicazioni sindacali.