Un comparto quasi tutto ‘rosa’ nel quale la componente femminile sfiora il 90% e dove le donne, che guadagnano di più degli uomini, si aiutano reciprocamente a realizzarsi nella vita e nel lavoro. “Non è il libro dei sogni ma quello che succede quotidianamente nelle tante famiglie italiane, circa 2 milioni, che ogni giorno scelgono di affidarsi all’aiuto di personale domestico per assistere genitori anziani (magari anche malati o disabili), figli piccoli, o più semplicemente la propria casa. Donne che danno lavoro ad altre donne, alle quali oggi vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento” dichiara Teresa Benvenuto, segretario nazionale di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, alla vigilia dell’8 marzo.

Nel 2017, spiega Assindatcolf, l’Inps ha infatti censito circa 763 mila donne su un totale di 864.524 addetti complessivamente e regolarmente impiegati nel comparto domestico. “Stiamo parlando di un settore in controtendenza in cui quasi 9 lavoratori su 10 sono donne – prosegue Benvenuto – e dove la componente femminile accede in modo prevalente alle retribuzioni più alte, come nel caso della badante, la mansione per la quale sono previsti gli stipendi più alti (da 12 mila euro in su) e dove le donne rappresentano il 94% del totale”. Un comparto tutto al femminile ma anche un esempio di integrazione “considerando che tra le donne complessivamente impiegate oltre il 72% sono straniere”.

“Accanto a questo – conclude – non dobbiamo però dimenticare le tante criticità che ancora caratterizzano il settore, come il lavoro nero, che ha percentuali altissime e che colpisce in primo luogo le lavoratrici. Una piaga sociale che può essere arginata solo concedendo agevolazioni fiscali alle famiglie”.