Le famiglie datrici di lavoro domestico ‘bussano’ alla porta dell’Unione Europea per accendere i riflettori su un tema ancora poco conosciuto ma che racchiude in sé tutte le sfide del futuro: trasformazione della famiglia; invecchiamento della popolazione; partecipazione delle donne al mercato del lavoro; superamento del gap digitale e integrazione professionale e sociale delle popolazioni migranti. Ma soprattutto: crescita occupazionale, considerando che già oggi il settore impiega in Europa 8 milioni di lavoratori e che, da qui al 2020, punta a creare 20 milioni di posti di lavoro regolari.

Un settore economico ma anche un pilastro sociale. E proprio da questa consapevolezza che Effe, Federazione europea dei datori di lavoro domestico di cui Assindatcolf fa parte, ha lanciato l’iniziativa che ha portato alla pubblicazione del Libro bianco europeo del settore domestico, presentato ufficialmente lo scorso 6 marzo a Bruxelles presso la sede del Cese.

10 proposte concrete per sensibilizzare i decisori europei rispetto al ruolo del settore domestico e promuovere il cambiamento nel prossimo futuro: riconoscimento dello status europeo di datore e lavoratore domestico; ruolo della contrattazione; creazione di un Osservatorio statistico europeo del settore; promozione di incentivi fiscali e semplificazione delle procedure per combattere il lavoro nero, senza dimenticare la fondamentale professionalizzazione del settore.

Un decalogo messo a punto in 2 anni di lavoro e grazie al coinvolgimento di numerosissimi partner internazionali, che oggi, alla vigilia delle elezioni europee, chiama a raccolta tutti gli attori, politici, sociali, economici e la società civile tutta, con una ‘call for action’ alla quale ha aderito Assindatcolf, impegnandosi al contempo per una sua divulgazione su tutto il territorio italiano.

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