“Assistiamo in queste ore ad un susseguirsi di dichiarazioni sul bonus bebè, su cosa sia stato rifinanziato o meno nel mare magnum di incentivi a pioggia che in questi anni sono stati concessi alle famiglie. Noi restiamo convinti che l’unica strada percorribile, e anche la sola che possa davvero aiutare le famiglie a conciliare la vita con il lavoro, sia quella della deduzione del costo del lavoro domestico, dello stipendio della baby sitter ma anche di quello della badante o della colf, figure ormai diventate indispensabili nella vita di tutti i giorni. Parliamo di 2 milioni di famiglie che potrebbero diventare 3 milioni sostenute nel modo corretto”. Lo afferma Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

“Per quanto utili – prosegue Assindatcolf – i bonus non possono risolvere problemi che hanno, ormai, bisogno di essere affrontati strutturalmente con una vera riforma del welfare, che possa arrivare a tutti e non solo a chi riesce a rientrare nei ‘parametri’ specifici del bonus rifinanziato”.

“Il ministro Di Maio – conclude l’Associazione – ha annunciato l’intenzione di avviare un Tavolo tecnico sul quoziente familiare al quale chiediamo di partecipare per discutere in quella sede anche di deduzione del costo del lavoro domestico, perché ad oggi abbiamo solo molto genericamente sentito parlare di maggiori incentivi verso chi ha la necessità di una baby-sitter”.