“Confidiamo che il cosiddetto decreto ‘famiglia’ che sta per arrivare in Consiglio dei Ministri contenga agevolazioni fiscali per tutti coloro che ogni giorno si avvalgono del prezioso aiuto delle baby sitter: parliamo della deduzione dei costi (stipendio, contributi e tfr), considerato che mediamente ogni famiglia in cui i genitori siano entrambi lavoratori spende circa 11 mila euro l’anno per potersi permettere una tata che copra gli orari extra nido (25 ore settimanali) e che ad oggi è possibile portare in deduzione solo una parte dei contributi previdenziali (che sono la spesa minore) relativamente alla quota a carico del datore e comunque per un massimo di 1549,37 euro l’anno”. È quanto dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf, Associazione nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

“Applicando una deduzione totale dei costi – prosegue – considerando la spesa di 11 mila euro, ogni famiglia potrebbe risparmiare tra 2500 euro e quasi 5 mila euro l’anno. Bene, dunque, che finalmente si inizi a parlare di sostegno alla genitorialità, poiché fino ad oggi abbiamo solo assistito ad interventi a ‘pioggia’. Ma perché si possa davvero fare la differenza, sia in termini di aiuto alle famiglie che di emersione del lavoro irregolare (in Italia rappresenta il 60% del totale con 1,2 milioni di lavoratori in nero), è fondamentale introdurre una leva fiscale e che eventuali bonus siano riconducibili a costi dimostrabili, per beni essenziali ma anche per retribuire prestazioni lavorative”.