In Italia il settore domestico ha a che fare con la vita di 11,6 milioni di persone, oltre 5 milioni di famiglie tra quante quotidianamente si affidano alle cure di colf, badanti e baby sitter per conciliare tempi di vita e di lavoro ma non solo. Accanto ai datori di lavoro ci sono, infatti, anche tutti coloro che proprio grazie al lavoro di assistenza e di cura possono mantenere le proprie famiglie, i lavoratori. Un piccolo ‘esercito’ di 2 milioni di addetti, di cui solo il 40% regolarmente assunto. È questa la fotografia scattata da Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico che questa mattina, al Festival del Lavoro di Milano, ha organizzato un dibattito sul tema intitolato: Libro Bianco europeo del lavoro domestico: un settore non delocalizzabile, poco robotizzabile. Presenti all’incontro, moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Rita Querzè, oltre al vice presidente Assindatcolf ed Effe, Andrea Zini, l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Melania Rizzoli, l’assessore al Lavoro e nuovi diritti della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, l’eurodeputato Brando Benifei e la consigliera nazionale Ancl, Annalisa Borghi.

“Un’occasione – ha spiegato Zini – per accedere i riflettori su un settore poco considerato ma che nei numeri è già motore economico, pilastro sociale e vettore di inclusione delle popolazioni migranti. In Europa le stime ufficiali convengono che se il settore fosse opportunamente supportato, dagli 8 milioni di lavoratori domestici attualmente in regola si potrebbe passare a 13 milioni. Complessivamente, tra datori di lavoro e personale addetto, il comparto potrebbe arrivare a coinvolgere oltre 26 milioni di famiglie e circa 59,8 milioni di individui, un numero che corrisponde all’11% della popolazione europea”.

Qui il programma completo dell’evento.