Nessun aumento per i datori di lavoro domestico: rinnovare il contratto a tempo determinato di colf, badanti e baby sitter non costerà un euro di più. La conferma è arrivata in una recente circolare dell’Inps (n. 121) che detta le istruzioni contabili “per la gestione dell’incremento del contributo addizionale Naspi dovuto nei casi di rinnovo del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato”. Una disposizione contenuta nel cosiddetto ‘Decreto Dignità’ approvato nell’estate del 2018 che, tra le altre cose, tentava di arginare l’utilizzo del contratto a tempo determinato aumentandone il costo del rinnovo.

Il rincaro era stato originariamente previsto anche per il settore domestico, con conseguenze anche pesanti sul budget delle famiglie che in casa si affidano all’aiuto di personale domestico: circa 160 euro in più l’anno (nell’ipotesi di un contratto standard di 24 ore settimanali). Individuata l’anomalia Assindatcolf si è da subito adoperata per correggere la stortura dapprima depositando una Memoria e successivamente incontrando l’allora ministro e ‘padre’ del provvedimento, Luigi Di Maio. Al titolare del dicastero del Lavoro Assindatcolf aveva ribadito quanto già espresso all’interno del documento presentato alla Camera: “In un settore in cui le agevolazioni fiscali per chi ricorre ad un regolare contratto sono pressoché inesistenti, un ulteriore aggravio dei costi a carico delle famiglie risulterebbe intollerabile ma anche incomprensibile. Nel settore domestico non esiste, infatti, un problema di ‘abuso’ dello strumento del contratto a tempo determinato che, al contrario, viene utilizzato in percentuale molto bassa rispetto a quello indeterminato, poiché è possibile licenziare senza giusta causa, ad nutum”.

Da qui il dietrofront del Governo con l’esclusione del settore quale ambito di applicazione della norma (art. 3 comma 2 L n. 96/2018), una condizione ribadita anche nella circolare dell’Inps datata 6 settembre 2019.