L’insufficiente programmazione dei flussi di ingresso per lavoro non stagionale ha contribuito a generare in Italia una consistente sacca di irregolarità: a fine 2018 erano calcolati in circa 530mila i non comunitari con permesso di soggiorno non in regola, di cui tra i 150mila e i 200mila erano impiegati in nero come colf, badanti e baby sitter. È quanto emerge dal Dossier Assindatcolf-Idos presentato a dicembre 2019. “A fronte di una popolazione che tende sempre più strutturalmente all’invecchiamento – dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf e vice presidente Effe – abbiamo calcolato che nel 2025 la domanda di badanti aumenterà del 9%. Da qui l’esigenza di avviare una programmazione dei flussi di ingresso di lavoratori non comunitari, che al contrario è ferma dal 2011. Assindatcolf stima che servirebbero 60mila nuovi ingressi per lavoro domestico nell’arco dei due prossimi trienni. Oltre a ciò – prosegue Zini – le Istituzioni non possono far finta di non vedere i circa 200mila non comunitari impiegati nel comparto domestico senza regolare titolo di soggiorno, e quindi anche in nero, che sono già presenti in Italia. Per loro è arrivato il momento di trovare una soluzione: la strada può essere quella di una sanatoria specificatamente dedicata ai non comunitari per regolarizzare il loro status giuridico, o quella di una procedura di emersione estesa a tutti gli occupati in nero del settore domestico, stimati – tra italiani e stranieri – in circa 1,2 milioni. Un’operazione che, in ogni caso, sanerebbe non solo gli inadempimenti amministrativi e previdenziali a carico dei datori di lavoro ma, nel caso dei lavoratori stranieri, anche il loro status giuridico irregolare”.