“Gli immigrati sono una risorsa, soprattutto per il settore domestico dove la componente straniera pesa circa il 70% del totale della forza lavoro: bisogna superare l’attuale impianto dei ‘decreti flussi’ e garantire al comparto nuova forza lavoro: secondo stime di Assindatcolf, da qui al 2025 avremo bisogno di 60 mila nuovi lavoratori stranieri non comunitari solo per soddisfare la domanda di assistenza, che crescerà del 9% per effetto dello strutturale invecchiamento della popolazione e della quota di non autosufficienti”. Così Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, audito in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame della proposta di legge di iniziativa popolare, recante nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari. “Assindatcolf – ha spiegato Zini – valuta positivamente gli obiettivi che sottendono la proposta di legge poiché per la prima volta dopo quasi un decennio si torna a parlare di immigrazione in chiave propositiva ed in un’ottica di programmazione. L’ultimo decreto flussi che conteneva quote specificatamente dedicate al comparto domestico risale, infatti, al 2010. Il 2012 è stato, invece, l’anno della sanatoria, uno spartiacque per il settore domestico che proprio quell’anno ha registrato un importante picco: oltre 1 milione di lavoratori regolari, che da quel momento in poi hanno iniziato inesorabilmente a calare, fino ad arrivare agli attuali 860 mila, contro 1,2 milioni di domestici in nero”. “Assindatcolf – ha concluso Zini – valuta positivamente l’introduzione di eventuali permessi di soggiorno per ricerca di lavoro ed il ripristino del meccanismo della sponsorizzazione, oltre ad accogliere favorevolmente anche l’introduzione di un permesso di soggiorno per comprovata integrazione, soprattutto se abbinato ad un adeguato percorso di formazione. Un meccanismo che ben si sposa anche con un’importante novità che riguarda il settore domestico: dal 12 dicembre è, infatti, entrata in vigore la Norma UNI 11766/2019  che darà la possibilità ai lavoratori di accedere ad un esame per la certificazione delle competenze di colf, badanti e baby sitter”.