Chiediamo al Governo che anche le famiglie datrici di lavoro domestico che in queste settimane stanno fronteggiando l’emergenza legata al coronavirus vengano inserite in un eventuale provvedimento che preveda lo “slittamento” del pagamento dei contributi e degli adempimenti formali connessi ai rapporti di lavoro di  colf, badanti e baby sitter”. È quanto dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

“Lo scorso 25 febbraio – prosegue Zini – abbiamo avuto modo di rappresentare alcune delle principali criticità che riguardano il welfare familiare ai ministri Catalfo e Pisano in occasione del tavolo ministeriale convocato per la gestione del coronavirus. Uno dei rischi che già abbiamo evidenziato è che, non potendo fronteggiare i costi di un lavoro che molto spesso non viene neanche svolto a causa delle restrizioni territoriali, molti datori di lavoro domestico decidano di licenziare. Posticipare il pagamento dei contributi sarebbe, quindi un primo passo per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Attenzione però – conclude – a tenere conto delle specificità del settore, un comparto atipico in cui i versamenti contributivi vengono fatti trimestralmente: la prossima scadenza è, infatti, fissata per il 10 aprile, quando i datori di lavoro saranno tenuti al versamento dei contributi riferiti all’attività lavorativa svolta nel primo trimestre 2020”.