“A fine 2020 il settore domestico avrà in forza circa 1 milione 150 mila lavoratori regolari, che potrebbero diventare 1,5 milioni se venissero introdotti incentivi fiscali all’assunzione. Abbiamo calcolato che con la totale deduzione del costo del lavoro domestico potrebbero emergere dall’irregolarità una parte consistente di quel 1 milione di lavoratori oggi ancora ‘in nero’ tra italiani, comunitari e stranieri. Una misura necessaria anche per mantenere in ‘chiaro’ i circa 180 mila rapporti di lavoro di cittadini extra comunitari che stanno emergendo per effetto della sanatoria disposta dal Dl Rilancio e che, al contrario, rischiano di tornare presto invisibili come avvenuto nel 2012”. È quanto dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico che domani insieme ad Idos presenterà i nuovi dati sul comparto contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione 2020.

“L’occasione per riformare il comparto ed aiutare le famiglie che assumono colf, badanti e baby sitter ed i lavoratori stessi, c’è e si chiama Recovery Plan. Il ministro Catalfo apra un Tavolo di confronto con la categoria” conclude Zini.